Recensione

 
 
 

Goldeneye 007: Reloaded

Data : 23 Novembre 2011 09:00 - Autore : Giulio Pratola - 0 commenti -

Goldeneye 007 Reloaded 600*300

 

Titolo: Goldenyeye 007: Reloaded

Piattaforme: Playstation 3 (Piattaforma di prova), Xbox 360

Publisher: Activision

Developer: Eurocom

Genere: First Person Shooter - FPS, tie-in

Data di lancio: 4 Novembre 2011

 

Nell'epoca dei remake, delle collection HD e dei franchise spremuti fino al midollo, vi sono quelle perle del passato che per via di un pubblico "distratto", o di un publisher poco interessato, stentano a ricevere il trattamento "lucidante" che meriterebbero. Sicuramente è il caso del celebre 007: Goldeneye, capolavoro di Rare per Nintendo 64 che sino ad oggi non era riuscito ad imporsi in nessun modo nelle attuali generazioni, probabilmente per via dell'alone di "sacralità" che lo circonda. Con un pizzico di coraggio e qualche mese di sviluppo, Activision ha finalmente deciso di sfruttare la licenza del celebre agente segreto per portare alla luce Goldeneye 007: Reloaded, rivisitazione made in Eurocom del titolo sopracitato.

 

I veri appassionati del genere già conoscono la trama di Goldeneye e fermarsi sull'argomento è quasi superfluo, ma per dovere di cronaca ci troviamo a dire che, in quest'occasione, il bel Daniel Craig si troverà a dover combattere contro la minaccia di una super arma ad impulsi IEM; il tutto partirà da una semplice indagine relativa ad un contrabbando di armi, ovviamente finita nel modo più tragico che possiate concepire. Al di là delle premesse, lo storytelling risulta estremamente lineare, ma riesce - attraverso un mix di cutscenes in tempo reale, briefing pre-missione ed eventi imprevisti - a farsi seguire con soddisfazione e colmerà quasi sempre i punti in sospeso, rendendo l'esperienza fluida ed appagante. Inutile confermarvi che Bond non sarà mai fermo nella stessa area per più di un giorno, e questo vi porterà a girare per il Mondo in pieno stile "spia-MI6", in una serie di missioni che ci chiederanno approcci più o meno differenti a seconda della situazione.

Proprio la varietà d'azione, diciamolo da subito, è il punto di forza della produzione in esame. Nonostante lo sviluppo sia fondamentalmente lineare, ogni "livello" propone strade differenti per essere completato, ed inoltre lo stesso gameplay vi fornisce la possibilità di entrare armi in mano o di utilizzare un approccio silenzioso. Questo significa che ogni area fornirà almeno tre tipi di soluzioni, spingendo il giocatore a utilizzare secondo il proprio stile, o magari incentivando una seconda partita per completare il tutto al 100%.

 

Goldeneye Reloaded shot1 Di meccaniche di gioco, quindi, è decisamente il caso di parlare, dato che la sopracitata impostazione del concept si mantiene principalmente su una serie di scelte classiche e funzionali. Proprio per via della sua natura di remake, Goldeneye 007: Reloaded evita di strafare e non apporta nessun elemento realmente innovativo alla formula, ma si ferma a fare ciò che gli FPS fanno meglio, ovvero fornire azione, spettacolarità e tensione nei giusti momenti. Una volta in-game non dovrete fare altro che andare avanti, ponendo in essere una vostra strategia che prediliga l'eliminazione silenziosa o il gun-blazing classico. 

Secondo la nostra personale esperienza, possiamo dirvi che il titolo di Eurocom è principalmente fruibile come un FPS dalla natura stealth, probabilmente per via del buon grado di sfida offerto in questo frangente. Abbattere i nemici uno ad uno con finishing moves precise, magari sparando alla tempia con la P99 quelli che restano, fa un certo effetto, e restituisce un feeling à la Splinter Cell che oggi è quasi impossibile trovare in questo genere di videogames. Al contrario, se non avete pazienza e volete eliminare velocemente gli avversari, potreste rimanere delusi da una trasposizione delle armi decisamente approssimativa, e da un'IA vistosamente incapace di affrontare i vostri proiettili senza cadere in gaffe e bug delle routine.

Eliminate le considerazioni puramente teoriche sulla struttura portante del titolo, il titolo si presenta come un prodotto estremamente classico, pesantemente influenzato dal Call of Duty di turno di cui, per la cronaca, condivide anche il motore grafico. Qualsiasi sia la strada che scegliate, non dovrete fare altro che proseguire da un punto all'altro, magari scoprendo nuove armi durante il prosieguo e portando a termine i sempre presenti obiettivi secondari. La grande quantità di Bond-gadgets a cui il franchise ci ha abituato, è stata repentinamente sostituita da uno smartphone moderno modificato per eseguire ogni tipo di funzione.

 

Quando vi sarete stancati della discretamente longeva campagna principale, comunque, potrete sempre cimentarvi in altre due modalità, a seconda dei vostri gusti. 

La prima è quella multiplayer, di cui siamo rimasti, purtroppo, abbondantemente delusi. Il fatto che il gioco sia costruito sull'Infinity Ward Engine non giustifica delle somiglianze tanto marcate con Modern Warfare, ed inoltre abbiamo notato la presenza di un sostanziale downgrade del comparto grafico che trasforma completamente l'aspetto di gioco, fino a renderlo "inguardabile" rispetto all'eccellente risultato raggiunto nel singleplayer. Tecnicismi a parte, comunque, una volta entrati sul server non dovrete fare altro che scegliere una delle classiche modalità da battaglia disponibili.

L'avanzamento del personaggio, oramai pratica scontata in ogni gioco che voglia offrire un qualsiasi tipo di competizione, permette la gestione delle armi e delle loro modification, e a livello 50 potrete addirittura accedere ad una modalità prestigio in piena regola. 

Se vi siete riscoperti amanti del gioco in singolo, invece, avrete accesso a delle Spec-Ops che, a conti fatti, sono delle missioni molto simili a quelle cooperative di Call of Duty, in cui dovrete eliminare o aggirare i nemici. Ovviamente la velocità con cui porterete a termine l'obiettivo garantirà un determinato numero di "stelle", fino ad un massimo di cinque per missione.

In generale ci possiamo definire comunque soddisfatti della complessità dell'offerta, dato che la sola campagna principale di Goldeneye 007: Reloaded offre numerosi spunti per un gameplay fresco, che non stanchi il giocatore e gli permetta una minima libertà d'azione. Se considerate le altre modalità come aggiunte "scremate", vi renderete conto che il gioco vale comunque la candela e che, a conti fatti, resta uno dei migliori tie-in del brand che si possano trovare in circolazione.

 

Goldeneye 007: Reloaded shot3 Ma prima di abbandonarci completamente al commento finale, lasciandovi con la nostra medaglia, è obbligatorio fare alcune considerazioni ad ampio spettro sull'engine. Come abbiamo accennato sopra, Eurocom ha utilizzato lo stesso IW Engine di Modern Warfare, andando effettivamente a confezionare un titolo che in molti aspetti è praticamente identico al gioco da cui prende in prestito la "grafica". Il lato in cui questo "gemellaggio" diventa evidente è soprattutto la regia, che in singleplayer si abbandona con generosità a colpi di spettacolarità tipici della produzione Infinity Ward. Sorprendentemente, però, nonostante la qualità generale dei modelli sia decisamente al di sotto del fratello maggiore, il titolo in esame riesce a difendersi bene andando ad implementare animazioni complesse che migliorano nettamente ciò che è stato fatto per Call of Duty. La resa generale delle ambientazioni è ottima, e la pulizia generale resta soddisfacente. Il design dei livelli ed alcune scelte stilistiche portano questo remake di Goldeneye dritto nell'era moderna, andando ad aggiungere musiche, livelli e effetti d'illuminazione che rispettano fedelmente la nuova linea intrapresa da Bond con Daniel Craig. 

Le texture, pur soffrendo di alti e bassi, mantengono sempre una certa dose di dettaglio e l'impressione generale è che l'intera produzione sia coesa e sappia trasmettere le forti emozioni di un agente in infiltrazione. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica, e il downgrade grafico, accennato precedentemente, nel multiplayer fa tornare il tutto all'età della pietra, ma se non siete interessati ad altro che ad una buona campagna, non lo noterete nemmeno.

Per quel che riguarda il comparto audio ci diciamo "appagati", anche se non vengono mai toccate delle vette di eccellenza. Il parlato è di qualità soltanto per quel che riguarda gli attori principali, fortunatamente doppiati dalle stesse voci italiane che prestano se stessi ai lungometraggi. Le musiche riescono a donare quel tocco di vivacità in più, pur evitando di rimanere impresse in testa. Cogliamo l'occasione per segnalare anche la presenza di alcuni brani di Deadmau5 all'interno di un particolare livello della campagna, espediente assai gradito qui in redazione!

 

Commento Finale

Goldeneye 007: Reloaded è un tie-in di ottima qualità che riesce ad unire un gameplay godibile con un comparto grafico sfruttato ottimamente. Non siamo ancora ai livelli di un remake leggendario per l'originale, ma se non avete nulla da giocare e avete finito di spendere in AAA, vi consigliamo caldamente di dare un'occasione al bel Daniel Craig.


3,5/5

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