Recensione

 
 
 

Spider-Man: Edge of Time

Data : 25 Ottobre 2011 09:00 - Autore : Giulio Pratola - 0 commenti -

Spiderman edge of time 600X300

 

Titolo: Spider-Man: Edge of Time

Piattaforme: DS, 3DS, Xbox 360, Playstation 3 (Piattaforma di prova), Wii

Publisher: Activision

Developer: Beenox

Genere: Action/Adventure, Tie-in

Data di lancio: 14 Ottobre 2011

 

Dopo essersi guadagnata la direzione dei titoli legati al franchise grazie a Spider-Man: Shattered Dimensions, Beenox torna alla carica con una nuova avventura dedicata ai fan di Spidey. Ovviamente stiamo parlando di Spider-Man: Edge of Time, oggetto di questa recensione, e dell'inevitabile retaggio con cui va a scontrarsi.

A differenza degli altri titoli della serie, questa volta veniamo colti di sorpresa da una presentazione veramente interessante, che ci introduce nelle drammatiche vicende in corso. Peter Parker, l'Uomo Ragno che tutti conosciamo, è in pericolo di vita e sta per cadere vittima delle macchinazioni di uno scienziato, intenzionato a conquistare il passato tramite una macchina del tempo. Proprio a questo punto entrerà in gioco il super-eroe del futuro, Spider-Man 2099, che grazie ad un wormhole si sforzerà di interrompere la catastrofica serie di eventi, portando nuovamente equilibrio fra presente e passato e mettendo fine al malvagio complotto. Nonostante la semplicità con cui sia possibile fare un sunto delle vicende, è evidente che il plot del titolo sia stato profondamente ponderato da un writer degno di nota e, in effetti, è proprio così, dato che dietro lo script vi è un personaggio "storico" come Peter David, il quale ha lavorato per dodici anni a The Incredible Hulk, prima di toccare serie come Babylon 5, Ben 10 e Star Trek. Sotto questo aspetto, quindi, siamo più che soddisfatti, e compiaciuti, dalla direzione intrapresa dalla software house, ma i veri problemi arrivano in un secondo momento, quando si prende il pad e si mette alla prova il gameplay.

Spider-Man: Edge of Time shot1 Proprio in quelle meccaniche che dovrebbero galvanizzare il tutto, questa nuova avventura di Spidey fallisce miseramente. Innanzitutto l'intera campagna principale si svolge all'interno del palazzo del man boss di turno, all'occasione composto da laboratori scientifici, corridoi ed ampie stanze di vario genere. Ovviamente non vi sarà la minima traccia di free-roaming, ed ogni obiettivo avrà una soluzione lineare che ci costringerà a cercare una chiave, o distruggere un dato oggetto, per avanzare. Chiaramente ai semplici combattimenti si aggiungono anche sequenze di platforming, che nella maggior parte dei casi richiederanno al nostro eroe di arrampicarsi su una parete evitando laser o torrette difensive.
Questi elementi basici, comuni praticamente ad ogni titolo della serie nonchè ad ogni videogioco del genere attualmente in circolazione, vengono accompagnati da un sistema definito, dagli stessi sviluppatori, di "causa ed effetto" in cui le azioni dei due Spider-Man arrivano ad influenzare le reciproche timeline, cambiando al momento il setting della "stanza" in cui ci si trova.
Parlandone così sembra quasi che sia liberamente possibile trasformare il mondo di gioco, ma in realtà ogni stravolgimento è messo in atto da script ben precisi che scattano al momento giusto. In questo modo Beenox si è preclusa la possibilità di inserire un elemento realmente innovativo per il gameplay, arrivando a renderlo praticamente inutile per via della sua assurda linearità. Lo stesso, quindi, è anche dichiarabile per l'utilizzo dei due diversi Spider-Man, che invece di lasciare a noi la scelta su come proseguire, si concatenano come se fossero un unico protagonista e quindi annullano la "magia" dietro la presunta cooperazione che li lega.
Fortunatamente, però, questo non avviene in termini di potenziamenti, infatti man mano che proseguiamo potremo spendere dei punti necessari all'upgrade delle mosse da combattimento, le quali sono divise fra Miguel O'Hara e Peter Parker.

Proprio di scontri vale la pena parlare perchè, a nostro avviso, questo risulta essere un altro dei punti mal studiati della produzione Activision. Le ondate di nemici sparse per i vari livelli, generalmente, non richiederanno altro che un furioso button mashing, e molte delle moves apprese, grazie allo shop di potenziamenti, non faranno altro che attivarsi da sole tramite le stesse sequenze usate di base. Questa scelta finisce, ancora una volta, col rendere inutile l'intera struttura di una meccanica studiata per portare a livelli superiori il grado di difficoltà, facendoci capire che Beenox ha principalmente tentato di non osare troppo, attenendosi a delle regole che, in questo caso, potevano benissimo essere infrante.

In termini tecnici, invece, Spider-Man: Edge of time è un titolo che si "distingue" per un gran numero di alti e bassi. Innanzitutto partiamo dal motore grafico, che alle prime battute stupisce per atmosfera e qualità degli ambienti, cadendo poi in un mix di scenari generalisti che non portano proprio a niente. La qualità dei modelli supera la sufficienza soltanto per i protagonisti e i villain, che godono di una cura dei dettagli sopra la norma. Parlando in maniera generica, l'engine utilizzato dalla software house impressiona soprattutto in termini di illuminazione. I livelli, invece, risultano spogli e poco ispirati nella maggior parte dei casi, ad eccezion fatta per le aree in cui veniamo costretti a cimentarci nei vari puzzle ambientali. L'interazione fisica è praticamente assente, ed ogni complemento d'arredo risulta piazzato in una posizione "granitica", impossibile da manipolare.
Il comparto audio, al contrario, è caratterizzato da un doppiaggio veramente ben eseguito che concorre a creare una forte caratterizzazione dei protagonisti/antagonisti. Purtroppo anche in questo frangente non ci si spinge oltre, ma, in un panorama in cui il titolo medio offre una recitazione di scarso livello, la scelta di lasciare il curatissimo parlato inglese è ammirevole.

 

Commento Finale

Spider-Man: Edge of Time è la perfetta incarnazione del tie-in medio a cui l'industria intera è abituata. Pur presentando elementi di qualità superiore, una trama per niente scontata e un design a tratti ispirato, gli sforzi fatti da Beenox hanno finito col rovinare i traguardi raggiunti con Shattered Dimensions. Se siete fan del fumetto, del franchise in generale, o vi piacciono i super-eroi, allora un giro di "prova" è obbligatorio, anche perchè il titolo risulta comunque sufficientemente interessante per i neofiti del genere. Tutti gli altri potrebbero voler optare per Batman: Arkham City, che per un prezzo simile fornisce un'esperienza decisamente imperdibile.

 

2,5/5

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